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06/02/2016 - News

L'intervento. Revisione Ets, il contributo della Camera

 

 

Quotidiano Energia.
 
Lorenzo Becattini* e Gianluca Benamati *

 
L'Emission Trading System (Ets) è uno dei principali strumenti di cui si è dotata l'Unione europea per perseguire politiche di riduzione nell'emissione dell' anidride carbonica e di accompagnamento verso un'economia a basso carbonio. Nonostante i buoni proposti, negli ultimi dieci anni, l'Ets non ha raggiunto tutti gli obiettivi attesi. Ciò per diverse ragioni: complicati meccanismi di formazione del prezzo, squilibri fra domanda e offerta, difficoltà per le aziende anche di settori strategici di mantenere posizioni competitive a livello internazionale a causa del rispetto delle regole sulle quote di emissione, esenzioni e facilitazioni diffuse e non omogenee tra i Paesi dell'Unione.

Ad oggi gli obiettivi fissati dalla Ue in materia di riduzione delle emissioni di anidride carbonica sono ambiziosi. Infatti, anche in considerazione degli importanti progressi raggiunti con l'accordo di Parigi, sono state stabilite: una riduzione globale delle emissioni nazionali del 40% al 2030, rispetto ai livelli del 1990 e di conseguenza una riduzione del 43% delle emissioni nei settori coperti da Ets rispetto al 2005, una riduzione del 30 % nei settori non coperti. Tali obiettivi non sarebbero raggiungibili senza una modifica della direttiva 2003/87/CE, che istituì a suo tempo l'Ets.

A questo scopo, il lavoro delle commissioni Ambiente e Attività Produttive della Camera di questi giorni - che hanno approvato martedì un parere sulla proposta di revisione del provvedimento - assume una rilevanza considerevole nella definizione di quella che sarà la direttiva che modificherà l'originaria 2003/87/CE. Un tale approccio di seria analisi e commento degli atti comunitari nella cosiddetta "fase ascendente" (ovvero l'intervento sulla proposta di direttiva proveniente da Bruxelles in bozza, prima della sua approvazione definitiva) si configura come un contributo fattivo al processo decisionale comunitario e, soprattutto, può rappresentare la strada per una giusta tutela degli interessi del nostro Paese.

Andando al contenuto della proposta di nuova direttiva, sostanzialmente si introdurrebbe, nell'ambito dell'Ets, un fattore annuale di riduzione del tetto massimo di emissioni dal 2021 pari al 2,2 %, fissando al 57 % le quote totali da porre in asta; si interverrebbe, inoltre, sui parametri e sulle modalità determinanti per l'assegnazione delle quote gratuite.

Le principali osservazioni formulate dalle commissioni parlamentari sulla proposta sono incentrate su tre direttrici fondamentali (il parere approvato è sul sito di QE). Anzitutto, sulla opportunità di sostenere il prezzo dell'anidride carbonica, anche con strumenti fiscali, disincentivando così le emissioni maggiormente inquinanti ed incentivando, invece, ricerca ed investimenti per la decarbonizzazione. Si è voluta sottolineare la necessità irrinunciabile di eliminare facilitazioni e sussidi per le fonti maggiormente inquinanti ancora molto utilizzate in diversi Paesi europei. Ciò anche a giusto sostegno e riconoscimento degli importanti investimenti già effettuati per la sostenibilità ambientale degli impianti energetici ed industriali, in cui il nostro Paese è molto avanzato.

La seconda direttrice è relativa all'impiego dei proventi derivanti dalla vendita all'asta delle quote. Esemplificando: parliamo in Italia di cifre che oscillano da 365 a 400 milioni di euro all'anno, nel triennio 2013-2015; opportunamente si è proposto di elevare la quota destinata a finalità ambientali o per la decarbonizzazione oltre il 50%, come invece indicato nella proposta di direttiva, focalizzando maggiormente su politiche attive di transizione verso un'economia a basso carbonio e non invece al sostegno di settori energetici ad alta emissione.

Infine, ma non ultimo per importanza, è stato preso atto con molto favore del nuovo indirizzo europeo che obbliga gli Stati ad adottare misure finanziarie a favore dei settori a rischio di rilocalizzazione e si è evidenziata, al contempo, la necessità di un'armonizzazione sulla misura delle agevolazioni. Innegabilmente, in Italia, fino ad oggi, la mancata introduzione di misure di sostegno alle imprese ha provocato una situazione di svantaggio rispetto ad altre realtà europee. Una distorsione che è già segnalata da tempo dall'Autorità garante per la concorrenza e il mercato e che è tempo di correggere!


*Commissione Attività Produttive Camera
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    02/02/2016 - News

    Camera: Benamati (Pd), ok a indagine conoscitiva su Industria 4.0


    (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Roma, 02 feb - La commissione Attivita' produttive della Camera ha approvato all'unanimita' l'avvio di un'indagine conoscitiva su Industria 4.0. Lo annuncia il capogruppo Pd in Commissione, Gianluca Benamati. "Industria 4.0 - commenta in una nota - e' una nuova frontiera del manifatturiero non solo in Italia, ma anche in Europa, ossia un sistema di manifattura piu' agile, efficace ed efficiente, che coniuga le richieste del mercato con metodi di produzione che integrano le capacita' produttive con gli strumenti piu' avanzati forniti dalla digitalizzazione e da internet". L'iniziativa punta ad "acquisire e valutare gli elementi e gli aspetti piu' importanti di questo tipo di trasformazione industriale e le misure, gli interventi, le politiche che servono a sostegno di questa scelta per il nostro tessuto produttivo".Benamati segnala, inoltre, che sullo stesso tema "Italia e Germania, come hanno detto Renzi e Merkel, faranno un approfondimento comune". E la commissione Attivita' produttive di Montecitorio intende "fornire al Governo spunti e riflessioni per il piano di sviluppo di questo settore". E' pertanto prevista una serie di audizioni, "dai ministeri competenti e coinvolti, ai grandi enti di ricerca italiani quali il Cnr e l'Istituto italiano di tecnologia di Genova ad esperti nazionali ed internazionali, per avere le migliori esperienze in questo settore"

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    22/01/2016 - News

    Made in Italy: Pd, ok Commissione Camera a Ddl su tracciabilita' prodotti

    GIOVEDÌ 21 GENNAIO 2016 16.42.25 

    Previsto sistema volontario di codici non replicabili 

     
    (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 21 gen - La commissione Attivita' produttive della Camera ha dato il via libera alla proposta di legge sulla tracciabilita' dei prodotti a tutela dei consumatori e del Made in Italy. Il provvedimento prevede, si legge in una nota, l'introduzione di un sistema su base volontaria di tracciabilita' dei prodotti mediante l'uso di codici non replicabili. Il capogruppo Pd in Commissione, Gianluca Benamati, la relatrice Caterina Bini e il primo firmatario Angelo Senaldi, commentano in una nota: "Occorre garantire informazioni corrette e le piu' ampie possibili al consumatore e tutelarlo mettendolo in grado di compiere scelte informate e allo stesso tempo in questo modo promuovere la tutela della qualita' dei prodotti Made in Italy". I codici saranno creati per le applicazione per smartphone e tablet. Bof-Mct (RADIOCOR) 21-01-16 16:41:49 (0539)FOOD 5 NNNN 

     

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    21/01/2016 - News

    (ER) IMPRESE BOLOGNA. DEPUTATI PD: PHILIPS VUOL CHIUDERE SAECO

    DE MARIA-BENAMATI-FABBRI: GUIDI ATTENTA, PERDONO SOLO TEMPO.

    (DIRE) Bologna, 21 gen. - E'' "molto grave e scorretto il comportamento tenuto in questi giorni dall''azienda a Gaggio Montano nel bolognese". A bocciare Philips per l''atteggiamento tenuto dal management sul caso Saeco sono i parlamentari Pd Marilena Fabbri, Gianluca Benamati e Andrea De Maria, che prendono atto "della forte contrarieta'' espressa ieri dal ministro Guidi in occasione dell''incontro con l''azienda per l''assenza di proposte chiare per affrontare la crisi". L''invito nei confronti del ministro e'' a "pretendere con fermezza risposte chiare e definite da parte dei vertici olandesi di Philips". I tre deputati, in una nota congiunta, "invitano anche il Governo a non farsi cogliere di sorpresa di fronte ad un atteggiamento passivo di Philips teso a prendere tempo e portare l''azienda alla chiusura. Chiediamo inoltre che si valutino tutte le soluzioni possibili anche in assenza di un atteggiamento costruttivo di Philips per salvaguardare l''occupazione di Saeco". Anche il presidente della commissione parlamentare Guglielmo Epifani, ex segretario generale Cgil, "ha espresso apprezzamento per l''impegno fin qui profuso dal governo e dal ministro Guidi, ma ha espresso profonda preoccupazione per la complessita'' della situazione relativa alla crisi in corso e chiesto al sottosegretario Vicari di riferire al ministro Guidi sull''urgenza di un intervento forte del governo al fine di impedire che si creino le condizioni di chiusura dello stabilimento e il contestuale utilizzo del marchio Saeco, marchio di grande valore e prestigio della caffetteria italiana, presso altri stabilimenti all''estero". (Bil/ Dire) 17:56 21-01-16

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    20/01/2016 - News

    L'energia nel mercato Ue

    In un editoriale, Romano Prodi svolge alcune considerazioni sul progetto del gasdotto Nord Stream stimolando un'attenta riflessione. 
    la questione energetica europea s’iscrive a pieno titolo fra i temi aperti con i vertici UE che potranno avere un impatto rilevante sul futuro del nostro sistema industriale ed economico. 
     
    L’Europa sta cercando di creare un mercato unico dell’energia. Un appuntamento storico in un continente che in questo settore ha marciato troppe volte in maniera separata, ma che è in un qualche modo un ritorno alle origini.
     
    Il mercato unico dell’energia dovrebbe nascere sulla base di chiari presupposti. 
     
    Primo: la diversificazione nelle forniture e nelle fonti. secondo: una spinta all’uso delle tecnologie maggiormente sostenibili ambientalmente. Ultimo, in ordine di declinazione ma non per importanza, un presupposto senza cui non vi è mercato unico che tenga: la solidarietà fra Paesi. 
     
    In quest’ottica, la creazione di connessioni infra-UE che impediscano l’esistenza di isole energetiche e l’abbattimento di barriere tecniche e regolamentari sono essenziali per il funzionamento di un vero mercato unico, senza Paesi di serie A e di serie B. 
     
    L’ Italia dispone oggi di una capacità di importazione di gas di gran lunga superiore ai propri consumi, da una pluralità di fornitori (Nord Africa, Azerbaijan, senza dimenticare le ultime scoperte ENI in Egitto), che potrebbe far giocare al Paese un ruolo di “hub del gas” .
     
    Anche per tale ragione bisogna prestare attenzione al progetto Nord Stream 2, un progetto che nell’ottica del mercato unico dell’energia non può che essere palesemente errato!  
    Infatti, non allevia la dipendenza da un unico fornitore (la Russia) ed evita al contempo il passaggio in diversi Paesi dell’UE, oltre che in Ucraina.  I Paesi del Sud, tra i quali il nostro, risultano essere fra i più danneggiati.
     
    Il progetto è in evidente difetto rispetto alle ragionj della politica di sicurezza ed al presupposto suddetto della solidarietà. 
    Un mercato così nascerebbe gia distorto.
     
    La proposta di Prodi, di una gestione congiunta del sistema di trasporto via Ucraina, è sicuramente meritevole di riflessione. 
     
    Gli eventuali ostacoli e le prevedibili critiche sarebbero risolvibili, mentre i vantaggi geo-politici di stabilizzazione di un’area inquieta ne sono evidenti.

    Per l’Italia questa proposta andrebbe però inquadrata in un contesto più ampio. 

    Dovrebbero essere poste unitariamente, nel dibattito nazionale ed europeo, l’opportunità di Nord Stream 2 rispetto al gasdotto che attraversa l’Ucraina e la centralità del  corridoio sud, che collega il nostro Paese non solo con l’Azerbaijan ed il nordAfrica, ma in prospettiva anche con i giacimenti del medio oriente.

     
    In tal modo, il Sud Europa sarà soggetto e non oggetto della politica energetica comune.  
     
    Se mercato unico europeo vogliamo che sia, tale deve essere da subito. Un ampio corridoio sud per il gas è nell’interesse generale dell’Unione e non solo dal punto di vista energetico. 
     
    Il mercato unico dell’energia si basa su presupposti chiari e non sarebbe bello iniziare disattendendoli. 
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    17/12/2015 - News

    CRISI. GUIDI RISPONDE A INTERROGAZIONE FABBRI, DE MARIA, BENAMATI

    (DIRE) Roma, 16 dic. - Oggi alla Camera dei Deputati, alle ore 15, durante il Question Time, il Ministro dello sviluppo economico Federica Guidi, rispondera' ad una interrogazione presentata dai Parlamentari bolognesi del PD Marilena Fabbri, Andrea De Maria, Gianluca Benamati.
    I Parlamentari prenderanno la parola interrogando il Ministro per conoscere il giudizio e l'iniziativa del Governo sulla vertenza in atto che vede a rischio 243 posti di lavoro.
    L'interrogazione, a prima firma di Marilena Fabbri, sara' esposta da Andrea De Maria e, in replica alla risposta del Ministro, interverra' Gianluca Benamati.
    (Rai/ Dire)

29
febbraio
Cerimonia inaugurazione anno accademico 2015-2016

Università degli studi di Bologna - Aula Magna di Santa Lucia - Via Castiglione, 36 - BOLOGNA

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11
febbraio
Lo stato dei dossier a Bruxelles e la posizione dell'Italia

Ore 16.30

Piazza dei Santi Apostoli, 66 - Roma

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09
febbraio
Germania e Italia, i maggiori paesi industriali d'Europa - sfide comuni per il rafforzamento del

Invito dell'Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania a partecipare ad un incontro con il Prof. Michael Huther, Direttore dell'Istituto dell'economia tedesca di Colonia e il Dr. Luca Paolazzi, Direttore del Centro Studi Confindustria.

Villa Almone - Via C. Colombo, 1 - Roma

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