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22/12/2016 - Rassegna Stampa

LAVORO. BENAMATI: VOUCHER DA MODIFICARE, MA RICATTI SONO SBAGLIATI

 

 (DIRE) Roma, 22 dic. - "Le frasi di Giuliano Poletti sui giovani che sono emigrati sono oggettivamente spiacevoli. Bene che abbia precisato. Nella gestione dei voucher probabilmente, quando i dati di applicazione saranno chiari, un aggiustamento delle modalita' d'uso e' possibile e forse persino doveroso". Lo dice il deputato del Pd Gianluca  BENAMATI. "Mi sfugge, pero'- aggiunge  BENAMATI- la sottile coerenza di condizionare il voto sulla mozione delle opposizioni di sfiducia a Poletti generata dalla sua incauta dichiarazione, che ha un chiaro intento politico anti PD, alla cancellazione dei voucher. Al di la' del giudizio su Poletti mi piace pensare che una comunita' politica non funziona cosi'. Si discute e si decide con linearita' sui singoli punti senza baratti o ricatti. Saro' un idealista un poco all'antica ma la vedo cosi'". (Com/Rai/ Dire) 14:59 22-12-16 NNNN

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    18/12/2016 - Comunicato Stampa

    PD. BENAMATI E DE MARIA: SI RIPARTE, GRUPPO DIRIGENTE SIA UNITO

    PD. BENAMATI E DE MARIA: SI RIPARTE, GRUPPO DIRIGENTE SIA UNITO (DIRE) Roma, 18 dic. - "L' Assemblea nazionale del pd di oggi ha messo in campo un percorso politico per i prossimi appuntamenti che ci aspettano che ci convince. Intanto la legge elettorale, con l'idea di partire dal mattarellum, che garantisce un forte legame con il territorio e che e' in linea col documento sulla legge elettorale elaborato, prima del referendum, dal gruppo di lavoro di Lorenzo Guerini col contributo importantissimo di Gianni Cuperlo". Lo dichiarano i deputati Andrea De Maria e Gianluca Benamati. "Poi un forte investimento sul Partito, che e' stato al centro della relazione di Matteo Renzi, per radicarlo di piu' nella societa'. Lo abbiamo sempre pensato: e' fondamentale lavorare sull'organizzazione e sulla presenza del Pd sul territorio. Un Pd che discuta oggi senza conte e senza frammentazioni correntizie, ma sulle idee costruendo un nuova unita', che nasca anche dal rispetto reciproco e da una maggiore solidarieta' nei gruppi dirigenti. Tutti ora nel Pd assumiamoci pienamente le nostre responsabilita', prima di tutto verso il Paese, senza egoismi e senza personalismi, con un piu' forte senso di comunita' e impegno collettivo", concludono. (Com/Lum/ Dire) 16:57 18-12-16 NNNN

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    15/12/2016 - Intervento

    Il Governo Gentiloni e l' ultima fase della XVII legislatura.

    Con il governo di Paolo Gentiloni si è aperta una nuova e conclusiva fase per la XVII legislatura. Come era prevedibile Matteo Renzi non ha accettato di proseguire l’esperienza di governo in presenza di un risultato negativo del referendum. Lo era non tanto e non solo per un senso di coerenza e dignità personale, che Matteo Renzi ha dimostrato di possedere in abbondanza già a poche ore dai risultati, ma per il significato politico del voto. Un governo che nasceva con due obiettivi precisi, invertire il corso della crisi e condurre in porto riforme strutturali, non poteva politicamente sopravvivere alla bocciatura popolare della riforma costituzionale. E bene quindi prendere atto che è venuto meno uno degli assi portanti e strategici non solo del governo Renzi, ma della stessa legislatura.

    La permanenza di due Camere gemelle nelle competenze si trova oggi a confrontarsi con due leggi elettorali profondamente diverse, una delle quali l’”Italicum” per la Camera dei Deputati è sottoposta a giudizio di costituzionalità e l’altra il “Consultellum” per il Senato è il risultato della riscrittura modificata del cosiddetto “Porcellum” sempre da parte della Corte Costituzionale.

    Tutti questi nomi rendono plasticamente la confusione ed il rischio di una paralisi politico-istituzionale in caso di elezioni politiche in questa situazione. Da qui il richiamo del Presidente Mattarella ad approvare modifiche dei testi in modo da rendere le due leggi elettorali coerenti.

    Una legge elettorale, o la modifica di quelle proposte come l’”Italicum”, che sia applicabile a entrambe le camere è quindi necessaria. Da questo punto di vista è il Parlamento l’attore fondamentale e bene ha fatto Paolo Gentiloni a ricordarlo nei suoi discorsi di insediamento. Ma ora il Parlamento deve compiere il suo dovere partendo, a mio avviso, da due considerazioni. La prima è che sarebbe bene utilizzare un modello elettorale che ha già funzionato e la seconda è che non possiamo tornare al proporzionale puro caratteristico della prima repubblica. In questo senso, come altri colleghi, ritengo che il ritorno al “Mattarellum” sarebbe la cosa migliore e più veloce, ma in buona sostanza sarebbe comunque accettabile un sistema che coniughi la rappresentanza con la governabilità. Il nostro gruppo parlamentare dovrà iniziare già da gennaio a lavorare su questi temi per trovare le soluzioni maggiormente condivise. Nel frattempo, però, il governo Gentiloni dovrà lavorare oltre che per i grandi appuntamenti internazionali anche in campo economico e sociale per completare alcune azioni in corso e per dare respiro a quanto fatto. Il risultato del referendum è frutto sia di una sua ideologizzazione ma anche di un voto di protesta di quella parte del Paese e di italiani che vivono ancora in condizioni di disagio e precarietà. Noi dobbiamo giustamente rivendicare di avere fatto uscire il paese dalla crisi, ma la crescita debole e gli effetti disomogenei per territorio e per categorie sociali sono le cause di un malessere tuttora presente. Il governo di Paolo Gentiloni ha quindi gli obiettivi che menzionavo ma fra questi quello economico-sociale non è il minore. Noi ora ci apprestiamo ad una tornata elettorale nazionale. Pensare che il giudizio sul governo in carica non condizionerà il voto degli elettori sarebbe un errore madornale. Dobbiamo quindi impegnarci perché il bilancio di questo nostro governo risulti alla fine positivo. Intanto, e mi piace sottolinearlo, i primi passi di Gentiloni nelle aule parlamentari stanno contribuendo a svelenire il clima di una campagna referendaria sin troppo conflittuale.   

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    13/12/2016 - News

    GOVERNO. BENAMATI: NON HO DUBBI SU GENTILONI

    (DIRE) Roma, 13 dic. - "Il governo di Paolo Gentiloni sta per ricevere la fiducia alla Camera. Questi governo nasce contornato da molte polemiche specialmente delle opposizioni. Io sono sicuro di due cose. La prima e' che, come avevo predetto molte volte nel corso della campagna referendaria, il governo Renzi ha concluso la sua azione con il rigetto della proposta di riforma della Costituzione. È quindi chiaro, da questo punto di vista, che viene meno anche l'asse portante che ha caratterizzato la legislatura e questa volgera' al termine. Seconda cosa. Il governo Gentiloni nasce per accompagnare le camere ad una riforma della legge elettorale che le renda omogenee nelle due camere rimaste. Nel frattempo, pero', il governo dovra' mettere in campo azioni che sappiano portare maggiore aiuto all'Italia che soffre e che non ce la fa ancora. Conoscendo Paolo Gentiloni non ho dubbi che questo avverra'". Cosi' il deputato del Pd, capogruppo in commissione attivita' produttive, Gianluca BENAMATI. (Rai/ Dire) 18:43 13-12-16 NNNN

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    11/12/2016 - Intervento

    Ripartiamo dai problemi degli italiani.

    Il referendum sulle riforme costituzionali ha avuto un risultato netto. Gli italiani hanno a maggioranza rigettato la riforma della Costituzione che veniva proposta.  C’erano le avvisaglie, ma la dimensione negativa del risultato è stata superiore alle peggiori previsioni.

    Per prima cosa mi preme, ancora una volta, ribadire come si sia perduta un’importante occasione per un grande passo in avanti del nostro Paese. Un sistema istituzionale alleggerito e più efficiente era quanto serviva all’Italia. Così come la revisione delle materie concorrenti fra Stato e Regioni. Ma questo non è successo e operiamo nell’ordinamento della Repubblica esistente dal dopoguerra e nella pienezza di un sistema parlamentare.

    Lo dico perché già si sente fra chi ha sostenuto il No, in una sorta di analfabetismo costituzionale indegno di chi dovrebbe avere sostenuto con piena consapevolezza l’attuale forma costituzionale, tesi ardite sui “governi illegittimi calati dall’alto” e sulla possibilità di votare due Camere con le stesse competenze con leggi elettorali assolutamente diverse.

    Il turbine della crisi di governo da affrontare in tempi rapidissimi ha pressoché impedito sinora un’analisi approfondita della sconfitta. In tal senso, alcune osservazioni e riflessioni vanno svolte in via preliminare.

    Innanzi a tutto va detto che per larga parte il voto non è stato sul merito della riforma. Infatti nel referendum si sono scaricati da un lato un giudizio negativo sull’azione del Governo di Matteo Renzi e dall’altro una estrema politicizzazione della consultazione con il voto guidato dalle appartenenze ideologiche.

    Ora un errore macroscopico che va evitato è sicuramente quello di interpretare questo voto come proiezione di futuri comportamenti in caso di elezioni politiche generali.  Cosi come non credo, infatti, che 13.431.382 voti a favore del Si si possano ascrivere automaticamente al Pd o a Matteo Renzi anche se l’omogeneità politica della proposta del Si è piuttosto evidente, non ritengo nemmeno che i 19.420.730 voti del No siano tutti a priori contro l’azione del governo.

    Per tenersi lontani da errori già commessi e potenziali come quello appena detto, è necessaria un’ attenta valutazione dei risultati e delle ragioni della bocciatura. Su questo vorrei svolgere due riflessioni utili anche per i compiti del prossimo futuro.

    Innanzitutto va riconosciuto che la scelta di politicizzare la consultazione referendaria è stata appunto perdente. Profondamente perdente. Posti di fronte ad un giudizio di merito su una riforma difficile da illustrare e i cui sicuri benefici sono stati ridicolizzati con temi falsi ma di facile impatto (uomo solo al comando, sottrazione del diritto di voto ecc..) , con una semplice lettura politica del quesito, una grande parte dei cittadini si è affidata alle indicazioni dei partiti per i quali solitamente vota. Eccezioni ci sono state: l’indicazione della minoranza bersaniana nel PD per il No e una parte consistente di Forza Italia che ha votato Si sono due esempi. Certamente per gli elettori Pd il vedere autorevoli esponenti di partito esporsi in maniera netta contro la linea dello stesso partito, dopo averla assecondata in sede parlamentare, ha generato non poca confusione.

    La seconda questione è il senso dell’efficacia percepita dell’azione del Governo. Intendiamoci bene, questo Governo ha operato molto positivamente nel Paese. Misure importanti per l’economia sono state assunte. Se oggi la disoccupazione, anche quella giovanile, cala e cresce la produzione industriale, se si sono stabilizzate più di centomila persone nella scuola e il Paese torna a produrre ricchezza dopo anni di crisi lo dobbiamo all’opera del Governo Renzi. Ma è evidente che questa crescita non è ancora generalizzata e che il disagio persiste soprattutto nelle fasce deboli della popolazione. Ciò indica che il prossimo Governo non solo non potrà avere la legge elettorale al centro della sua azione, poiché questa è materia specifica del parlamento, ma dovrà per forza di cose attuare politiche economiche che rafforzino la ripresa ma con effetti chiari e sensibili sul popolo italiano. Un Governo di alto profilo e capace di affrontare le tante necessità degli italiani è l’unica possibilità per un rilancio della nostra proposta politica alle prossime elezioni politiche.

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    09/12/2016 - Rassegna Stampa

    L.elettorale: Benamati (Pd), no a proporzionale puro

    (ANSA) - ROMA, 9 DIC - "Ho firmato la proposta di legge del collega ed amico Michele Nicoletti per il ripristino del "Mattarellum" come legge elettorale. So che puo' apparire una fuga in avanti in un momento di crisi mentre auspichiamo la formazione di un Governo con base molto ampia. Ma proprio per questo e dopo la battaglia che abbiamo condotto per innovare il Paese con la riforma costituzionale, la sola prospettiva di poter tornare ad una legge elettorale puramente proporzionale e' da considerarsi completamente sbagliata e va scongiurata". Lo scrive sul suo profilo Facebook il deputato Pd Gianluca Benamatispiegando che "cio' certificherebbe il ritorno al nocivo combinato fra sistema bicamerale paritario e legge elettorale proporzionale pura che porterebbe in breve l'Italia all'ingovernabilita' ed alla paralisi". Benamati invita pertanto di usare "pochi mesi per definire una legge elettorale coerente per le due camere prima del voto, anche ripartendo dall'Italicum alla luce di quello che sara' il giudizio della Corte Costituzionale e ricordando le modifiche pensate dal gruppo di lavoro del PD prima del referendum. Ma in ogni caso, per il bene del Paese, e' assolutamente necessario che si vada a votare con una legge che coniughi al meglio rappresentanza con governabilita'", conclude.(ANSA). PDA 09-DIC-16 16:55 NNNN

20
dicembre
DIREZIONE PROVINCIALE PD

VIA RIVANI 35 Bologna ore 20.45

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18
dicembre
Assemble Nazionale PD

ROMA ore 9.00 Hotel Ergife

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17
dicembre
DIREZIONE REGIONALE PD

BOLOGNA ore 9.30 VIA RIVANI.

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